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Cenni storici

Il termine scagliola ha un doppio significato: indica sia il materiale – il gesso- che la tecnica di imitazione del marmo.

Scagliola

L'imitazione del marmo risale a tempi molto antichi e si è avvalsa di materiali e tecniche molto diverse, a seconda dell'area culturale in cui si sono sviluppate, e che sono cambiate nel corso del tempo, ma tutte accomunate da un unico scopo: la riproduzione del marmo, materiale un tempo molto costoso.
Solo in un secondo momento si comprese che la tecnica della scagliola non poteva essere semplicemente ridotta a sterile imitazione del materiale naturale, ma era degna di essere considerata un’arte a tutti gli effetti.
Un’ulteriore conferma del valore intrinseco di questa tecnica è il fatto che oggi molte opere in scagliola sono conservate in alcuni dei più importanti musei del mondo come gli Uffizi, il Getty Museum e l’Hermitage.

Scagliola

Sull’origine di questa tecnica si sono fatte diverse ipotesi, ma si sa che la nascita di un processo creativo non è mai il risultato di un singolo evento, ma piuttosto di un lento percorso.
In Italia lo stucco marmo compare nella zona di Carpi, da cui il nome di scagliola carpigiana. Qui era attivo il maestro Guido Fassi (1584-1649), che ne è considerato l’ideatore, sebbene esistano testimonianze di questa lavorazione anche prima del XVI secolo. Sempre in Italia, la tecnica della scagliola si sviluppa nella valle d’Intelvi, vicino al confine con la Svizzera, con caratteristiche e processi esecutivi diversi. Dal Nord Italia, la tecnica si diffonde poi in Svizzera e Germania con il nome di Stuckmarmor, ma questa teoria non è condivisa da tutti gli storici dell'arte. Alcuni ritengono che la tecnica si sia sviluppata contemporaneamente in Italia e nell'area tedesca. In Germania, esempi mirabili di decorazioni in Scagliola si possono vedere a Monaco, nella Reiche Kapelle. Dall'Europa continentale la tecnica si è poi diffusa in Inghilterra.

Apprezzata e largamente utilizzata durante il Barocco e il Rococò, nel XX secolo la tecnica dello stucco marmo subisce una flessione a causa dei nuovi materiali di uso commerciale, che consentivano di imitare il marmo a basso costo. Artigiani non qualificati si sostituirono ai maestri e la reputazione della scagliola fu sminuita. Solo negli anni Settanta la tecnica fu ripresa in considerazione, ma essenzialmente nell'ambito del restauro. Di recente si è risvegliato l’interesse per la tecnica sia in ambito decorativo che artistico, una rilettura della lavorazione antica in chiave moderna e contemporanea.


La tecnica

Quella della scagliola è una lavorazione complessa, che richiede conoscenze, sensibilità, tempo e pazienza, in quanto prevede lunghe fasi di stuccatura e levigatura.

I materiali utilizzati sono tutti di origine naturale:

  • - gesso
  • - colla animale o colla forte: l'aggiunta di colla rallenta la reazione di indurimento del gesso, consentendo di lavorare l'impasto per il tempo necessario e conferisce al prodotto finito una maggiore durezza e resistenza.
  • - pigmenti: terre e ossidi per la colorazione del gesso e la realizzazione delle venature
  • - pietre per la levigatura e la lucidatura; oggi alcune pietre sono sostituite da carte abrasive ad acqua
  • - olio di lino crudo e cera naturale

Scagliola


Durante la lavorazione si realizza un impasto con gesso, acqua, pigmenti e colla forte. Si possono creare superfici monocromatiche o marmorizzate. La venatura marmorea è realizzata già in fase d'impasto, quindi non è una decorazione di superficie, ma è visibile per tutto lo spessore.

Dopo l'indurimento dell'impasto si procede per fasi alterne alla levigatura e alla stuccatura della superficie. La levigatura è eseguita rigorosamente a mano con materiale abrasivo di granulometria via via sempre più fine. Si susseguono otto fasi di levigatura. Ogni fase di levigatura è seguita da una fase di stuccatura. Al termine dell'ultima levigatura la superficie di scagliola è liscia e lucida. Infine si procede all'inceratura per proteggere la superficie. In fase di levigatura è possibile eseguire intarsi sulla superficie in Scagliola.

Scagliola

Per ottenere una superficie di ottima qualità è indispensabile rispettare i tempi di lavorazione del materiale ed eseguire il lavoro a mano.
Nonostante i progressi tecnologici, infatti, non è possibile accelerare i tempi di asciugatura né eseguire la levigatura con mezzi meccanici, che non sarebbero in grado di percepire eventuali anomalie sulla superficie che solo la sensibilità della mano dell'artigiano è in grado di avvertire e che potrebbero compromettere la buona riuscita del lavoro.


Applicazione
Scagliola

La scagliola è una tecnica completamente ecologica che permette di creare un’ampia gamma di prodotti, dall’oggetto di design alla scultura alla decorazione architettonica, ad inserti di vario genere e rivestimenti di interni, con un’infinita possibilità di personalizzazione di colori, texture e forme; non deve essere considerata come sostitutiva del marmo, ma anzi come un materiale con le sue uniche caratteristiche.

È possibile l’applicazione diretta su supporti stabili e su muro previa preparazione del fondo.
L’intonaco del supporto può anche essere cementizio, ma poi vanno applicati una rete e uno strato di circa 1,5 cm, realizzato con un impasto di gesso e sabbia grossa che servono come aggrappanti per la scagliola.

A seconda del progetto può essere applicata in loco oppure preparata in laboratorio e successivamente collocata.

Lo spessore della scagliola può variare da 5mm a 1 cm circa.

Non è adatta all’esterno e alle superfici a contatto con acqua.

È un materiale resistente che può anche essere calpestato, ma ha una limitata resistenza agli urti e all’abrasione.